Archivio … vari testi indicizzati

Una
chiacchierata
in preparazione alla 4 giorni
torinese Storie d’autogestione e di Anarchia

Riflessioni
su autogestione e autoproduzione ,
distribuito alla Fiera dell’Autogestione tenuta a Libera
(Modena) dal 27 al 30 Aprile 2007

Qualche
spunto
su
R/Esistere (spunto, non scazzo)
16
Aprile 2006


Manifesto
della presentazione di Ordine
Genetico Mondiale, con Christian Fons

Chi
favorisce lo sviluppo e non lo ostacola
riflessioni
su OGM ed altro,
2005

La
nostra
presentazione
alla fiera dell’agricoltura di
Frisolino (Ne),Luglio 2003

Alcune
riflessioni
sull’incontro della cosiddetta rete italiana
villaggi ecologici alla comune di Bagnaia -20 luglio 2003
,
cui abbiamo partecipato e su cui nutriamo parecchie perplessita`

Blanchard:Il
giorno in cui il mondo non è cambiato un granchè, 2001

Riesel:
confessione al tribunale di Montpellier

Ie
prime impressioni di Settembre
,
1999 ,
che mi fa un brutto effetto rileggere ora ma le tengo lo
stesso

Secondo
Enza
,
1999

Sintesi,
1999

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Storie d’autogestione e d’anarchia – 4 giorni a Torino, estate 2007


Abbiamo ricevuto notizie dell’iniziativa in preparazione a Torino, e ci stiamo chiedendo da
qualche giorno come, quando e perchè partecipare. Penso siano
domande cui è interessante rispondere, per comprendere lo
slancio con cui ti proietti in un’iniziativa. Pensavamo di cominciare
a correre per tempo, dal momento che -dice il saggio- non ha senso
cominciare improvvisamente a correre a bomba.

La corsa, che è diversa
dalla passeggiata, attiva e mette in moto endorfine e risveglia
cellule cerebrali altrimenti sopite. In molte occasioni ci siamo
trovati a sbadigliare dalla noia, e non c’e’ nemico interno peggiore
di quello – la noia, manifestazione del nostro sentirci impotenti,
non in grado di tirare fuori una parte di noi – la reazione che
desideriamo corrisponde alla sostituzione della noia di un passo
mediocre con l’eccitazione di una corsa a pieni giri

Leggendo la presentazione
dell’iniziativa mi è venuto un po’ un coccolone alla
proposizione di “workshop, seminari, stage, o come cazzo li si
vuole chiamare”, genericamente varie attività pomeridiane:
a me personalmente non frega un
cazzo delle “varie attività pomeridiane” indipendentemente
da come le si chiama.

non vengo a torino per farmi di
workshop/seminari/stage di qualche tipo… ma per provare a
intrecciare legami che ci portino ad organizzarci insieme, ad
esempio… un’officina per andarci a riparare una macchina,
una distilleria per fare grappe,
una cantina per il vino,
un qualche
luogo/nonluogo/laboratorio X che continua nel tempo e non sia legato
a una logica esclusivamente temporanea…

penso che dobbiamo dotarci si delle
conoscenze, ma che queste viaggiano solo insieme alle pratiche;
dotarci della capacità /
volontà / possibilità di realizzare quelle che
altrimenti rimangono solo idee, e mai riescono ad assumere
concretezza.

Per dotarci di queste pratiche sono
necessari incontri / scontri / riflessioni in cui siamo disposti a
mettere tutto quel che ci riguarda sul tavolo, in discussione
– credo sia l’unica faccenda sugosa.
Mettere tutto in discussione
significa anche mettersi in testa di affrontare questo tutto non
in maniera separata… portare avanti insieme un’idea, (forse
ne basta una sola?), a cui tendiamo insieme con
un ventaglio di pratiche; ad esempio autogestione e
autoproduzione mi paiono solo riferimenti un po’ astratti e
sfuggenti… forse, dovendo usare dei termini, mi piacerebbe riuscire
a pensare e praticare varie forme di (auto)organizzazione. Spero che
durante i quattro giorni le idee sui vari percorsi diventino più
chiare –

Quelli che vedo come laboratori,
persistenti o temporanei, sono i luoghi o i non luoghi che riusciamo
a creare – sono la socializzazione di esperienze, nella teoria, nella
pratica.
Quando c’è qualcosa da
comunicare, farlo – allestire un banchetto, prepararsi in qualsiasi
modo si ritiene opportuno per contribuire in modo utile a
un’iniziativa.

Riuscire a sganciarsi da una
prospettiva immediata, riuscire nei 3 giorni a scambiarci idee,
emozioni, rabbie che durino per almeno 3 mesi –a parte la teoria
del 3
(?!?)- secondo me ha senso per non trovarsi nella triste
condizione di vedere in ogni iniziativa un inizio e una fine ben
definiti.

Per costruire un qualcosa che
perdura nel tempo, a cui sia possibile agganciarsi in qualsiasi
momento, servono relazioni, e per costruire relazioni occorre
tempo – La disponibilità di questo tempo gioca un ruolo
principale. Il voler spendere il proprio tempo insieme segna una
differenza. Con chi siamo disposti a spendere il nostro tempo?

Se serve a qualcosa vedersi, serve
ad esempio a ipotizzare e poi sperimentare (il che vuole dire
attuare) pratiche di sottrazione dai meccanismi più radicati
del sistema – il fatto che ognuno “se la sfanghi da solo” non
sposterà mai neanche di un millimetro il problema ed è
la fregatura più colossale pensare di affrontare
individualmente problemi che sono comuni.

mi ero un attimo perso, rileggendo
cerco di riprendere il filo – in questi quattro giorni a torino
secondo me una pratica che mi piacerebbe condividere con tutti è
quella di attrezzare il posto per tutte le esigenze che si
manifesteranno a partire dal magnare e dal bere. Non ci piace ad
esempio l’idea che ci sia un gruppo che si occupi della cucina perchè
non ci piace l’idea che qualcuno pensi a come 100 persone possano
riempirsi la pancia in modo gradevole… è o non è la
cosa di base su cui qualunque gruppo deve mettersi d’accordo perchè
tutti a un certo punto avranno fame e che può anche risultare
piacevole come socializzazione? Da questo punto di vista agli
incontri del CIR, cui abbiamo partecipato, la condivisione della
cucina è stato l’aspetto di autoorganizzazione affrontato nel
modo più sensato e credibile che abbiamo visto. In incontri di
70 persone non c’è mai stato da fare spesa, non c’è mai
stato nessun “gruppo cucina”, si è sempre magnato e bevuto
bene.

organizzare un incontro sul tema
autogestione / autoorganizzazione ha come conseguenza pratica che
ognuno si attivi a modo suo “portando ciò che vorrebbe
trovare” e per questo occorre già da ora organizzarsi un
minimo per evitare di trovarci sommersi da tonnellate di farina –
se poi manca il sale… sarebbe buono che, usando i potenti mezzi
che la tecnologia ci offre, ad esempio la posta elettronica,
riuscissimo a metterci d’accordo sulle cose da portare a torino – E
questo riguarda solo una parte pratica, che è comunque
interessante ed utile da mettere in gioco.

Per il resto anticipo che
preferirei minor programmazione su quello che accadrà nelle
giornate e nelle serate – se c’è chi vuole suonare è
molto facile organizzarsi per farlo – è capitato in mille
occasioni di partecipare a serate con gruppi che arrivano, montano un
impiantino, suonano, poi smontano per lasciare il palco a un altro
gruppo che monta un nuovo impiantino, suona, poi smonta –
generalmente alla fine dei 4000 concerti a tamburo battente l’ultimo
gruppo si porta via i suoi strumenti -batteria, chitarra,
basso- e rimane un palco vuoto – poi inizia Tormento-DJ “per tutta
la notte”
… cazzo un pochino di spontaneità
la vogliamo lasciar emergere?

Anche perchè se c’è
una cosa di cui l’organizzazione diventa fastidiosa è
proprio l’aspetto ludico, la festa –

mi viene in mente una discussione
alla fiera dell’autogestione a Libera quest’aprile in cui si parlava
dell’autoproduzione musicale. Il gruppo che mi è piaciuto di
più era un gruppo napoletano che come distribuzione non aveva
nulla che c’entrasse con la musica, per scelta. L’autoproduzione di
CD e cassette e l’idea di diffondere musica registrata cozza
abbastanza malamente con l’idea di suonare insieme per esprimere
qualcosa –
rinunciamo alle carrellate di
concerti con 3 o 4 gruppi che suonano la stessa serata uno dopo
l’altro.

Creiamo insieme le condizioni
perchè ognuno si senta di suonare – estirpiamo l’ idea di un
palco e della “scaletta” musicale, condividiamo (con cura – se
un rullante si rompe, non esiste che “sono cazzi miei” e del mio
rullante) strumenti e passioni insieme e qualche nota salta fuori…
magari un po’ stonata, del resto così è nato il punk…

Queste sono prime idee che ci
vengono in mente, aspettiamo qualche intervento per approfondire o
mettere altra carnazza al fuoco…

Ciao

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Giornata Ignorante


la curia ha chiesto al comune di genova di intervenire per allontanare dalla
zona del centro nomadi e punkabbestia.
In attesa del pass di omologazione al transito nella citta’ proponiamo per genova una "giornata
ignorante".
Riaffermando la teoria e pratica dell’ignoranza dei valori che non ci sono consoni
e delle regole sociali precostituite, dimostreremo alla curia che la soluzione piu’ pratica per evitare
il borseggiamento dei turisti in visita alla chiesa consiste nell’affidare la cattedrale
al manipolo di fedeli ignoranti che si riunira’ e si impegnera’ nella gestione ecumenica dell’edificio.

Qui trovate il volantino di indizione…

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R/Esistere Luglio 2008

luglio e’ un mese caldo, si sa, e proprio per questo motivo quest’anno abbiamo pensato di passarne una parte in montagna, sull’alta via dei monti liguri. L’afa della citta’ e le zanzare virulente compieranno il loro porco lavoro; ma lontano da noi, e mentre la sera staremo a gingillarci di fronte al fuoco divorando avidi qualche cinghiale ben annaffiato da abbondante vino rosso, i famosi ravioloni di magro da scia’ ensa e l’ormai famosissimo castagnaccio di steva ci faremo una bevuta alla facciazza dell’invito a d/esistere che giunge da piu’ parti…
Inseriamo qui (nella directory www.inventati.org/cafavale/Archivio/Resistere2008) tutto quel che riguarda il percorso, in divenire, di R/Esistere.

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Sabbia nel vento

Il nostro è soltanto un
disperato tentativo di R/esistenza,

sabbia nel vento..

Eppure la sabbia nel vento ha la forza
della tempesta..

perché la sabbia nel vento porta
il volto di mille sofferenze,

porta il peso delle catene

intrecciate alla volontà umana..

Siamo liberi di desiderare tutto quello
che il progresso ha messo a nostra disposizione.

Siamo liberi di scegliere tra gli
infiniti oggetti bellissimi per noi realizzati,

quasi a sembrare che in realtà

noi stessi siamo nati per desiderarli;

ma uno schiavo felice è pur
sempre uno schiavo.

A forza di sentirsi dare del matto,

c’è chi se ne
convince;

così, a forza di sentircelo
ripetere,

siamo convinti della necessità
materiale di

comprare..

consumare..

accumulare..

finendo col dimenticare la reale natura
umana:

l’essere e non l’avere..

L’essere liberi..

Liberi di provare emozioni spontanee,

liberi di mantenere il legame amniotico
con la natura,

liberi di sognare..

liberi di agire.

Chi ha la capacità di capire

porta con sé anche la
responsabilità di agire

per modificare il corso degli eventi,

opponendosi al triste futuro che si
realizza sotto i nostri occhi,

fermando il destino.

Il nostro

è soltanto un disperato
tentativo di resistenza,

gli attivisti non sono mai tanti,

ma insieme si continua a lottare..

Per fermare il disastro occorre il
risveglio di una coscienza rivoluzionaria,

di una volontà collettiva e di
organizzazione.

Senza questo,

-come diceva Bakunin-

i migliori libri del mondo 

non sono che teorie

disperse in uno spazio vuoto,

non sono che sogni impotenti.. 


 

-Zolletta 

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della societa’ maledetta e della sua agricoltura

inoltro questo comnicato dell’Erosion, Technology and Concentration group sul business legato ai ‘biocarburanti’ o come vengono chiamati..

 

 

ETC Group
Communiqué
November / December 2007
Issue #96
www.etcgroup.org

Go here to view the full 14-page report: http://www.etcgroup.org/en/materials/publications.html?pub_id=668

Peak Soil + Peak Oil = Peak Spoils

In the name of moving “beyond petroleum,” Big Oil, Gene Giants, governments, start-ups and others are forming partnerships that will extend corporate control over more resources in every part of the globe – while keeping the root causes of climate change intact. With grudging recognition that first-generation agrofuels are neither economical nor ecological, investors turn to other life-based technologies, including synthetic biology, for the next alternative fuel fix.

Issue: In OECD countries, massive government incentives and subsidies – estimated to be as high as US$15 billion/year – are stoking the agrofuels boom and spurring unprecedented alliances that extend corporate power over a larger share of the world’s resources. Big Oil, Big Ag, Big Brains (and more) are teaming up to reap the only certain benefit of agrofuels – increased profits. In this Communiqué, ETC Group maps the new corporate alliances propelled by (and propelling) the scramble for bio-based fuels. We also include a new wave of corporate investors who are betting that synthetic biologists can turn microbes into fuel-producing factories.

Impact: With the agrofuels boom, the South’s land and labor is once again being exploited to perpetuate unjust and unsustainable consumption patterns in the North. Fuel crops are competing with food crops – and small farmers and poor consumers are losing out. Because huge amounts of energy are required to grow these crops, first generation agrofuels (from crops like maize and rapeseed/canola) may actually accelerate, rather than arrest, climate change. The 2007/2008 UN Development Programme’s Human Development Report warns that the consequences of climate change could be “apocalyptic” for some of the world’s poorest people. In the face of catastrophic impacts from climate change, it is unacceptable to impose the added risks and burdens of agrofuels on the global South. The last thing the South needs is pressure to grow energy crops instead of food crops. Since agrofuels are neither ecologically nor economically efficient, biotech proponents are promoting a new generation of feedstocks and techniques to accelerate fuel production, including genetically engineered trees. These alternatives will present a slew of problems.

Financial Stakes: Energy crops are the fastest growing segment of the world agriculture market. According to industry estimates, the potential global market for liquid biofuels could expand from 11 billion gallons per annum in 2006 to 87 billion gallons in 2020. The global agrofuels market was $20.5 billion in 2006, projected to grow to $80.9 billion in a decade. In OECD countries, start-ups and multinationals are divvying up the annual ~$15 billion in government incentives for alternative fuels.   

Policy/Action: Across the globe, civil society organizations (CSOs) are demanding an end to the agrofuel boom. In the US and Europe, CSOs are calling for a moratorium on incentives for agrofuels, including the suspension of all targets, subsidies and financing through carbon trading mechanisms. The moratorium should be adopted by all governments. Entrenched structures that encourage unsustainable transport of commodities, people and products must be challenged. Governments failed to anticipate the negative social, economic and environmental impacts of first-generation agrofuels. Governments meeting in Rome at FAO’s High-Level Conference on World Food Security and the Challenges of Bioenergy and Climate Change, 3-5 June 2008, should reject first-generation agrofuels and prevent the negative impacts of next-generation alternatives.

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festa fine lavori (2007)

 
qualche appuntamento in dicembre a ca' di favale -

festa di fine lavori 2007

              anglo/finn readers:    2nd Meat Fest 15-16 dicembre 2007

                                        Thrill & Slaughtering at Blackchurch

sabato e domenica 15/16 Dicembre

al favale si favella di macellazione maiale,

e conseguente grigliata mista, piastra, assado, riempimento pance e freezer, vino a volonta'.

il sabato si macella il maiale. al sabato sera musica e grigliata,
i fuochi saranno tanti (e uno intonso per i veg.)

alla riga "vino a volonta'" l'interpretazione forse risultera' dubbia...noi prenderemo oltre al maiale una ventina di litri di vino, che non bastera' se venite in tanti per cui...

vino e birra artigianali saranno molto ben accetti...

per un eventuale gruppo che vuol venire a suonare, qua c'e' a disposizione la blackchurch - batteria, basso, chitarra acustica. portate altri strumenti e possibilmente microfoni!

per quanto riguarda i suonatori? quelli non mancheranno o sara' vero che nella decadenza generale si incontra sempre meno gente disposta a suonare? comunque almeno i pelf suoneranno

se qualche altro gruppo vuol venire a suonare o per qualsiasi questione

spazialtri@autoproduzioni.net 

… 

rimane aperta la questione del perche' facciamo una festa... beh, "fine lavori" sarebbe un valido motivo se fosse vero.. 

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Il Mondo Rovesciato


Sabato 17 Novembre a Genova e’ indetta una manifestazione per i fatti del G8,  per rispondere alle deliranti richieste del pubblico ministero forcaiolo che vorrebbe appioppare miliardi di multe oltre che anni ed anni di galera per … delle vetrine rotte, qualche bancomat provvisoriamente fuori uso, e qualche insaccato espropriato ad un supermercato. Ingenti danni, evidentemente, con la nomea di  "devastazione e saccheggio".


Anni fa a Genova e’ girato un volantino chiamato "Il Mondo Rovesciato" 


 Ovvero come i reali devastatori e saccheggiatori del nostro
quotidiano giudicano e condannano coloro che si ribellano alla miseria
dell’esistente


Trovate qui il volantino, oltre alle cronache della terza e quarta udienza dello stesso processo (anno 2004)

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maggepic

kafa

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Festa della carnazza

23
Settembre 2007 Festa della carnazza


Q
uesta domenica al
favale si terra’ la prima edizione della
festa della
carnazza
, previa macellazione durante il sabba sull’altare
sacrificale –

Abbiamo
finalmente trovato un buon utilizzo per la chiesa, che nel
frattempo e’ diventata black-metal-church vista la presenza di un
numero perfetto di finlandesi che la abusano quotidianamente…
siete invitati, portando qualche salsiccia, qualche
bottiglione,sia il sabato che la domenica – Musica dal vivo e
ritmi pelfici

per
i vegani e i vegetariani, accanto ai bracieri unti di grasso, si
trovera’ pure un grill vergine da riempire di carote cipolle e
quanti altri ortaggi la fantasia
illustri –

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